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Matteo Terrevazzi

TTR's Personal Space

Non dimentico mai una faccia, ma nel vostro caso faro' un'eccezione.

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May 25

Il mio prof. a Lainate

Attenzione attenzione: questo non vuole essere un banner di propaganda elettorale!

Vorrei solo dire che il mio prof relatore delle mie due tesi di università, sarà a Lainate in questo “Aperitivo sostenibile” organizzato da uno dei mille candidati sindaco di Lainate alle prossime elezioni: vi invito a parteciparvi, per conoscere il mio grande prof!!

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“La politica sostenibile in un mondo globale” – Luigi Geppert!

May 16

L’incontro di una vita

maugeri 

Teatro alla Scala, prima fila, Eni Awards.

Il piccolo e medeano e umile Matteo Terrevazzi stringe per la prima e sudata e voluta volta la mano a Leonardo Maugeri, Direttore Strategie e Sviluppo Eni nonchè suo personale mito.

L’incontro di una vita.

April 15

Mazzate sui denti

Ok, fino ad oggi vi ho raccontato le cose più belle del mondo sul Master Medea. Chiunque rispetta i requisiti di selezione e legge questo blog da qualche tempo, sono sicuro che ha già inviato da tempo la domanda di selezione (bè, so che almeno due miei ex compagni di università l’hanno fatto: un grosso in bocca al lupo ad entrambi!).

Oggi però dato che sono dell’umore giusto, vorrei raccontarvi qualcosa di meno positivo: una volta un mio amico, ex studente del Master ed attualmente impiegato presso l’Eni, una volta l’ha definita “l’elefante a sei zampe” per la lentezza e l’eccessiva burocratizzazione al suo interno.

Bè, con oggi potrei dirvi che potrebbe essere vero. Oggi, io ed altri 5 ragazzi (di 4 nazioni) siamo stati assegnati ad un ufficio Eni per iniziare un progetto di lavoro che dovrebbe servirci da anticamera per la successiva assunzione. Di questi 6, 4 appartengono all’indirizzo BAE (Business Administration of Energy Industry) e due, gli unici due italiani, all’EIE (Energy Industry Economics).

In breve è successo questo: il nostro project work è in collaborazione con un ufficio dell’Eni che si occupa di fare una cosa (Project cost control) che è stata illustrata in un esame che a noi del gruppo EIE è stato volutamente cancellato (da quest’anno). In pratica, ci troviamo senza la conoscenza degli strumenti necessari per svolgere il lavoro. Delle due l’una: o ci si assegnava ad un progetto che non utilizzasse questi strumenti che noi non conosciamo, oppure ci si faceva fare l’esame insieme a tutti gli altri studenti.

Dico questo non perchè il progetto non piaccia (quando si parla di petrolio, voi lo sapete, mi piace sempre tutto), ma perchè sembra che sia fatto apposta per farci un torto!

Ma il Master Medea è anche gioie, sfide.. e mazzate sui denti

Attenzione: questo post NON è per NIENTE AFFATTO dovuto agli esiti degli esami usciti oggi che mi hanno visto protagonista del voto più basso tra gli italiani in un corso, geopolitica dell’energia, al quale ho partecipato con passione in mezzo ad una classe svogliata e disinteressata agli argomenti.

Seconda mazzata sui denti della giornata.

April 09

In bici al Master Medea

Oggi mi sento esattamente come l’intro del grande film 21

 

Come Jim Sturgess: borsa a tracolla, in bici, in mezzo al traffico in una pista più o meno ciclabile, diretto in uno dei posti accademicamente più interessanti del mondo.

Diversamente da Jim Sturgess: non a Boston ma a Garbagnate, non all’MIT (o Harvard) ma alla Scuola Mattei!

E con la stessa canzone a fare da colonna sonora!

April 06

Prezzo del petrolio

Il prezzo del petrolio: 10 anni sull'ottovolante 
View more presentations from tterre.

Lezione II: ecco le slides!

Qui, invece si possono trovare le slide della prima lezione: http://tterre.spaces.live.com/blog/cns!B13D1B932912AD88!12998.entry

Per qualsiasi domanda o dubbio: usate i commenti a questo post!

March 28

Se c’è la passione..

 

Guardando questa pubblicità giovedì sera al cinema mi ci sono davvero ritrovato (ed ora a rivederla anche un po’ commosso): lo slogan finale potrebbe essere il motto degli ultimi anni della mia vita!

Ed è il classico consiglio che mi sento di dare quando qualcuno più piccolo di me mi chiede qualche informazione su cosa fare nel futuro: segui le passioni.. ed impara ad osare!

March 20

Crisi economica

Quando Il Latino Lascia Il Posto All’Economia Parte I 

Come promesso, ecco le slides della lezione di oggi: se ci fosse qualcuno interessato a ulteriori informazioni, scriva nei commenti a questo post!

Grazie per la lezione, è stata davvero una bella esperienza!

March 14

Sei un Economista se…

Davvero notevole questo gruppo di Facebook (in grassetto quelle più vere) :)

Sei un ECONOMISTA quando:
- Ogni volta che arriva la bolletta poi sei sempre quello che fa i conti per dividerla con i tuoi coinquilini;
- Oppure anche quando vai a cena fuori il conto lo fanno fare sempre a te “perché fai economia”
- Ogni volta che ti ritrovi a parlare dell’apertura di un nuovo locale o di un nuovo negozio nella tua mente sai già quali costi sono stati sostenuti e ti informi su chi gestisce l’attività...
- Pensi all’esame di economia aziendale e dici “bei tempi”
- Usi spesso la frase “suscettibile di valutazione economica”
- Gli amici (non di economia) ti chiedono come mai c’è stata la crisi delle borse mondiali e ti fanno domande scambiandoti per il presidente della BCE o della FED
- ...e se poi cominci a sparare una serie di cazzate (inverosimili) sul perchè cade la borsa, tutti ti credono!!
- Le parole “strategie”, “concorrenza”, o “costi e ricavi” sono ormai parte del tuo vocabolario quotidiano
- Per te tutto ha un suo costo, un suo prezzo e un profitto
- Quando vedi i libri di diritto ti chiedi perché siano così grandi visto che non fai giurisprudenza
- Noti qualsiasi banca che c’è intorno al tuo isolato
- Quando devi organizzare una serata effettui una “pianificazione di breve periodo” e la “progetti” nei dettagli a volte comportandoti con i tuoi amici come se fossero gli impiegati della tua impresa
- Odi quelli di giurisprudenza che credono che diritto privato a economia sia più facile
- Almeno una volta hai detto che farai la separazione dei beni prima di sposarti
- Stai già trovando un modo per evadere le imposte (e ti dà fastidio quando gli altri dicono “tasse” al posto di “imposte”)
- Ogni volta che vedi il “TG1 economia” spieghi qualsiasi cosa non sia stata chiara a coloro che si trovano con te (che poi si maledicono per avertela chiesta)
- Leggi sullo scontrino il numero dello scontrino, per capire quanto è il ricavo giornaliero del bar/negozio in questione
- Se per caso sbagli un conto ti dicono..."e per fortuna che fai economia!"
- Per recuperare un amicizia affievolita puoi rilanciare il prodotto adottando una strategia di marketing del prodotto!!!
- Quando fai la fila da qualche parte cominci a dire che l'attesa ha un costo-opportunità in termini di tempo perso...

March 12

Vergogna Italia (II)

Discarica di Lainate

Arrivo con la mia Panda piena di rottami recuperati nel garage: tra questi una ruota.

TTerre: “Questa dove la devo buttare?”

Discarichiere: “Le ruote non le ritiriamo, deve smaltirle lei

TTerre: “Ah, ok.. Ma in questo modo non incentivate uno che arriva qua con la ruota a buttarle nel canale Villoresi?”

Discarichiere: “Eh, ma sa.. Regole del Comune

TTerre: “Bè, però non posso buttarla tra i rifiuti ingombranti?”

Discarichiere: “Purtroppo no, lì ci va altra roba

TTerre: “Ma se io dovessi uscire dalla discarica e buttarla nel prato di fronte a lei, voi che fareste?”

Discarichiere: “Ogni tanto ci sono dei camion che fanno queste pulizie e la butteremmo tra i rifiuti ingombranti

TTerre: “…”

Arriva Rudi, il mitico, forzuto e gigante capo operaio del Comune di Lainate con cui ho avuto il grande onore di allestire per diversi anni i seggi elettorali, guidando un pick up pieno di computer e monitor di una scuola di Lainate. Lo saluto e come sempre ricambia sorridendo.

Rudi: “Ma scusa XXX (il nome del discarichiere, che non ricordo) questa ruota non la ritiri?”

Discarichiere: “Eh no.. niente da fare

Rudi: “Sentiamo cosa mi dice l’assessore

Rudi telefona l’assessore per l’ecologia e raccontandogli il paradosso che avevo illustrato anche io al discarichiere, lo convince ad accettare la mia bella gomma.

Discarichiere: “Ok dai, mettila di là vicino ai rifiuti ingombranti”.

Vergogna Italia. Rudi for president.

March 02

Vergogna Italia

Stazione di Rogoredo, Milano.

TTerre: “Un mensile integrato Treno Milano per Garbagnate”

Cassiere: “per Garbagnate, che è sulla linea delle ferrovie nord, non vendiamo abbonamenti”

TTerre: “E dove lo prendo?”

Cassiere: “Nelle stazioni delle ferrovie nord

TTerre: “E come ci arrivo?”

Cassiere: “Prendendo da qui un treno delle nord

TTerre: “E se non ho l’abbonamento, come faccio a prendere un treno senza biglietto?”

Cassiere: “Prende la metro”.

TTerre: “Ma io nel mio abbonamento che dovrei comprare ho incluso anche l’abbonamento della metro

Cassiere: “Eh ma le ho già detto che quello lo prende solo nelle stazioni delle Nord

TTerre: “Ma scusi, in questa stazione partono treni delle nord e voi non potete vendere un biglietto per prendere un treno che parte dalla vostra stazione?”

Cassiere: “Ci sono le macchinette automatiche

TTerre: “Ma sono tutte guaste

Cassiere: “Eh allora deve proprio andare in una stazione delle Nord

TTerre: “…”

Vergogna Italia.

February 25

Si vende un iPod Video 30 Giga scontato al 50%

iPhone 001

Causa acquisto di uno splendido iPhone 16 Giga, vendo il mio iPod 30 Giga come nuovo (dalla foto poteve vedere che non ha NESSUN graffio, poichè è sempre stato conservato in uno splendido case di plastica indistruttibile), con cuffie (quasi) originali ancora impacchettate, scontato del 50% rispetto a quanto l'ho pagato io: l'avevo comprato negli Stati Uniti quindi il prezzo è ancora inferiore rispetto a quello italiano!

Se ci fossero più di una richiesta di acquisto (anzi, già ci sono), provvederò a fare un'asta di Vickrey (sono economista, che ci posso fare se applico la teoria economica che ho studiato? :D)

Le richieste vanno inoltrate via msn (non usando la mail di msn!) a me, oppure a questa mail: tterre84@yahoo.it oppure ancora scrivendo nei commenti a questo post ENTRO e NON OLTRE venerdì 27!

January 29

Gli eventi del Master si succedono

Vorrei scrivere più spesso sul blog, ve lo assicuro, ma il tempo e la stanchezza si oppongono sempre!

Qualche aggiornamento sugli ultimi giorni passati nel Master più bello che c’è:

  • giovedì scorso si è tenuta la prima (delle molte?) partite a Petropoli tra gli studenti del Master con sfida multiculturale splendida! Ero l’unico italiano (e la mia lingua era in netta minoranza) ed abbiamo fatto la “cena dela pace” con tra 5 ragazzi di 3 religioni e 5 nazioni (Italia, India, Algeria, Pakistan, Egitto), serata assolutamente splendida (anche perchè il gioco è piaciuto)!
  • Lunedì visita ai laboratori geologici dell’ENI: molto interessante (un po’ meno la parte più tecnica di visita dei macchinari di cui venivano lodate le caratteristiche incomprensibili tra le quali: “questo macchinario può ricreare 500 bar, non vi sembra straordinario?”; “questo è un densimetro e costa un sacco”; “Qui affettiamo le carote di terreno manco fossimo dal salumiere”), in particolare mi è piaciuto poter vedere in diretta un microscopio elettronico superpotente, le rocce di idrocarburi e soprattutto il petrolio greggio (di diversissimi colori e consistenza!).

Eccomi qui con i campioni di petrolio da un po’ tutto il mondo (grazie Haavard per la foto storica!).

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Guardate un po’ la faccia soddisfatta! In ordine sparso si vede: un greggio leggerissimo (molto pregiato) italiano (giallo), il pericolo greggio kazako (pieno di H2S, contenitore bianco con una grossa etichetta), un altra qualità di greggio kazaka verde (subito a dx), un greggio paraffinico norvegese (mezzo solito e mezzo liquido, di colore ambrato vicino ai due greggi kazaki), un greggio iraniano (nero, dietro a quello verde kazako), un greggio praticamente solidificato venezuelano (nero in fondo, bottiglia più lontana di tutte). Mille prodotti diversi per un oggetto che si chiama allo stesso modo.

  • Mercoledì pranzo “di lavoro” con un ex studente del Master che mi ha spiegato in modo appassionato un sacco di cose che potrebbero piacere solo a due pazzi come noi, nonchè qualche possibile lavoro di gruppo che potrebbe impegnarmi nel prossimo trimestre
  • Domani pizzata col prof di Finanza (sì, quello di Oxford) che sarà probabilmente l’evento unofficial più partecipato del master fino ad oggi (75 persone, di cui 20 degli anni scorsi)
  • Oggi è nato il blog ufficiale del Master Medea (e sono altre piccole soddisfazioni!), vediamo un po’ chi avrà la voglia di seguirlo (sicuramente una persona che voi conoscete bene :D)

January 18

Sui Low Cost

Spero che il buon Beppe Severgnini non mi picchierà se cito ancora una sua volta il suo libro (che vi invito a comprare! Un bello spottone magari mi evita convocazioni in tribunale!). Mi serve per confrontare la sua esperienza di cliente (occasionale) sulle linee low cost con la mia Milano – Stoccolma Easyjet.

66° Pizza Cracovia: “Esemplari volanti”

Sui voli low-cost non mancano mai:

1. Il ragazzo con la T-shirt. Non ha giacche, giubbetti, bagaglio a mano. Sembra sia uscito per un caffè, ma in effetti sta andando all’estero.”

Ce l’ho: andare in T-Shirt in Svezia nel pieno dell’inverno è forse difficile anche per i clienti di EasyJet, ma io e la Vale abbiamo incrociato (all’andata e al ritorno) un signore sulla quarantina vestito senza troppa roba pesante e avente come bagaglio a mano una borsa sportiva mezza vuota: sembrava stesse uscendo per andare in palestra, ma in effetti stava andando all’estero.

“2. L’uomo mezzo gessato. Sotto porta i jeans, e non capisci se è un banchiere che vuol fare il fricchettone, o un fricchettone che vuol giocare al banchiere.”

Mi manca: non credo di avere notato nel trambusto della salita e della discesa nessuno che corrisponda alla descrizione!

“3. La fidanzata dell’Est. All’aeroporto parlottava al telefono con l’amato bene (che si suppone sposato, a giudicare da certe prudenze nell’organizzazione).”

Mi manca: sarà che non andavamo verso est. Abbiamo però incrociato molte coppie di giovani, specialmente all’andata, venute in Italia a passare le vacanze di Natale sulle Alpi dove, si sa, si scia maledettamente meglio che sulle pseudo-colline svedesi.

“4. Gli amici in gita. Sono euforici, e nessuno sa perchè. Hanno scarpe da ginnastica, pizzetto e/o basete e un accento che somiglia a quello di Vittorio Feltri in un giorno di luna storta. Ma sono gentili e aiutano le persone anziane a trasportare i bagagli.”

Ce l’ho: al ritorno grande trambusto nei sedili davanti a noi per un gruppo di 4 ragazzi che erano andati in Svezia non propriamente per imparare lo svedese ma per conoscere le svedesi! Qualcosa mi dice che noi sia andato tutto così alla grande, ma ci hanno fatto davvero divertire per tutto il viaggio!

5. Il businessman in trasferta. Si leva la giacca, tira fuori “Il Sole 24ore” e il computer, assume un’aria distaccata. Ci pensa la mamma con neonato pestifero, seduta di fianco a lui, a riportarlo in terra (durante il volo).

Mi manca: le vacanze di Natale non sono una buona occasione per chiudere trattative.

6. I pensionati avventurosi. Non avevano niente da fare, e hanno pensato: si spende meno in Polonia che a Brescia"! Così sono partiti, portandosi della frutta in un sacchetto. Non sanno bene come si passa il tempo a Cracovia. Ma qualcuno glielo dirà, in albergo.”

Ce l’ho. A parte la frutta nel sacchetto, s’intende.

7. Il solitario. Indossa una camicia bicolore, porta un borsello e un cellulare del 1999. Agente segreto, rappresentante, artigiano in ferie, osservatore di calcio, bibliofilo? Nessuno ha il coraggio di chiederglielo, salendo a bordo. Potrebbe infatte rispondere, e il volo dura quasi due ore.”

Potrei averlo. Forse il signore al punto 1) poteva ricoprire anche questo tipo di personaggio, è stato meglio non approfondire la questione! C’è però da aggiungere una categoria di persone che volano low cost che mi sento in dovere di segnalare:

8. Gli sbadati. Si riconoscono perchè al check-in fanno allungare la coda ed è necessario che arrivi un responsabile che illustri i diversi, numerosi, motivi per cui hanno sbagliato a prenotare il volo. Principalmente è uno solo: poca dimestichezza su internet. Se ne vanno con la coda tra le gambe, ma poi te li trovi nei sedili a fianco al tuo coinvolti in una discussione animata su chi si debba prendere la colpa della figura di merda appena conclusa.

January 11

Italians – Beppe Severgnini – Parte II

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Un altro bel brano del libro di Severgnini, ancora sull’Italia (Pizza Tampere, 9 maggio 2007):

Un Paese affetto dalla “sindrome dello scoiattolo”, dove ogni gruppo (corporazione, interesse, professione, ordine, lobby, casta) difente la sua tana con le unghie e con i denti. L’albero è ormai pieno di buchi e rischia di cadere? E’ necessario qualche sacrificio? Comincino gli altri scoiattoli. Intanto, giù le mani dalle nostre noci. […] L’articolo 1 dovrebbe essere così corretto: “L’Italia è una Repubblica fondata su una rendita”. Pensate a tutte le organizzazioni che conoscete: c’è qualcuno piacevolmente infrattato che si gode uno stipendio ed una serie di privilegi, spesso facendo poco.”

Sagge parole.. e questo è un comportamento tipicamente e dannatamente italiano..

January 10

Italians – Beppe Severgnini – Parte I

Vorrei parlarvi di un libro che mi è stato regalato per il mio compleanno da Jaboo (eccomi qui con il libro in mano ed il gentilissimo donatore):

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si chiama “Italians, il giro del mondo in 80 pizze” di Beppe Severgnini.

Il pazzerello giornalista del Corriere ha avuto un’idea brillante: organizzare della pizzate con gli italiani che vivono, lavorano, studiano all’estero in occasione delle sue innumerevoli trasferte in giro per il mondo, ed in questo libro vi sono raccontate le 82 occasioni in cui questo si è realizzato. Ha girato tutti i continenti del mondo, moltissime nazioni e ha potuto conoscere e respirare atmosfere vicine e lontane all’Italia. Un po’ quello che piace fare a me dal momento in cui ho scoperto l’America nel 2007. Lo stile con cui scrive è davvero spettacolare (non avevo mai letto Severgnini ma lo rifarò): snello, rapido, ironico, brillante.

Vorrei riportarvi un paio di frasi che mi hanno davvero colpito e nelle quali mi ritrovo particolarmente, specie nel bel mezzo dell’avventura del Master.

Sugli studenti Erasmus (Pizza Bruxelles, 9 febbraio 2000) scrive:

Li invidio, ma è meglio che lo tenga per me. Li ammiro, in qualche modo: hanno una bella luce negli occhi, più chiara dei lampioni umidi di Bruxelles. Arrivano qui e sono italiani, svedesi, inglesi e polacchi: vanno via e saranno europei. So che può sembrare orribilmente retorico, ma è vero. State sicuri che questi ragazzi non diranno stupidaggini su altri popoli, non doveranno risentimenti nazionali. Vedranno le differenze, che ci sono: ma le apprezzeranno e ci giocheranno, sapendo che insaporiscono la torta d’Europa

Splendide, sagge parole: qualsiasi medeano che legga questo ci si ritrova al 100% (qualcuno forse ci può ritrovare alcune mie parole che dissi una sera in un certo oratorio lainatese: “Dopo il Master, non voterò mai più per nessun partito in cui si sventola il razzismo e le tradizioni italiane come valori irrinunciabili”).

Germania vs Italia, sulla giustizia ed i giudici (40° Pizza Monaco di Baviera - 41° Pizza Norimberga):

Nessuno crede che questo Paese (la Germania) sia impeccabile: la corruzione c’è, in politica e negli affari. Però viene condannata, perseguita, punita; e la Germania funziona. I media parlano di fatti. In Italia imperversano i dibattiti ideologici dietro cui si nascono pratiche imbarazzanti. […] Nel nostro amato e indisponente paese, se qualcuno pronuncia la parola “legalità”, ha in mente qualcosa d’illegale; o, come minimo, intende giustificarlo.”

Sembrano parole di un Beppe Grillo qualsiasi: e a lui danno del populista, ma in realtà sono vere!

Dato che ne vorrei scrivere qualcun’altra, domani un altro paio di citazioni..

[to be continued..]

January 09

Video del quarto giorno

Eccolo, in ritardo, ma ne vale la pena: c’è un teatro delle ombre bellissimoooo!

 
January 08

Stoccolma IV – Ultimo saluto e partenza (in ritardo)

Ebbene sì, siamo arrivati a casa sani e salvi! Prima di raccontare le peripezie del volo (e non ci è andata neanche male rispetto ad alcuni degli altri ragazzi del Master), vediamo di fare il punto della situazione delle ultime ore vissute a Stoccolma.

Anzittutto, mai la città era stata così calda e piacevole da girare come ieri: temperatura vicino agli zero gradi (il sito dell’aeroporto di Malpensa affermava che a Stoccolma ieri ha fatto più caldo che a Milano) e un bel sole splendente (vedere le foto) ci hanno permesso di abbandonare per qualche ora il caldo confortevole dei mezzi di trasporto e di muoverci per la città a piedi. Ecco quindi che, percorrendo una delle arterie più grosse e frequentate della città (non mi ricordo bene come si chiama, il nome ricorda "Avada Kevadra" di Harry Potter!), abbiamo visto in sequenza un bel parco cittadino con annesso castellone, la chiesa che contiene un cenotafio di Cartesio, la Business School di Stoccolma e poi prendendo la metro ci siamo diretti verso il Museo dei Nobel, nella città vecchia, e lì abbiamo passato un po' di tempo.

Il museo dei Nobel è molto bello, anche se è di dimensioni non comparabili con i musei italiani: in esso si trovano tutte le immagini e le motivazioni della vincita del premio Nobel di tutti i circa 800 studiosi in cento anni di storia, si vedono i diversi decenni dello scorso secolo ed i principali avvenimenti che sono passati dall'Accademia svedese. In una sala c'è un bello spazio dove si possono vedere filmati dedicati a molti premi Nobel, in un'altra si può seguire la storia di Alfred Nobel e di come tutto sia nato dal suo testamento che ha istituito il prestigioso riconoscimento.

Subito dopo, abbiamo deciso di salutare degnamente il nostro amico pullman numero 2 facendo un breve giro turistico della città, dal centro storico all'albergo, per cercare di capire se avevamo scorto tutto ciò che valeva la pena visitare e fotografare, e così ci è sembrato!

A questo punto inizia il racconto dell'ultimo pezzo di vacanza, durato 9 ore, che ci ha portato da Stoccolma a Milano. L'aeroporto di Malpensa, come molti sanno, è rimasto chiuso fino alle 13 per la neve: il nostro volo era in programma di partire alle 17.40 ma già si sapeva che sarebbe stato posticipato. Arriviamo in aeroporto per le quattro e dieci e al check in ci avvertono che il volo subirà ritardo: la partenza è già posticipata alle 18.05. Preso il biglietto, l'orario diventa le 19.05. Arriviamo al gate d'imbarco e si fanno le 19.15. Fin qui niente problemi, perchè piuttosto che vedersi il volo soppresso (come era accaduto per lo stesso volo il giorno precedente) decidiamo di metterci il cuore in pace e di arrivare a Milano in ritardo. Alle 18.50 il volo arriva al gate e tiriamo un sospiro di sollievo: tutto sembra andare per il verso giusto! Parte la chiamata per il primo gruppo d'imbarco ma proprio in quell'istante il comandante dell'aereo blocca tutto e rimanda la partenza perchè non se la sente di intraprendere il volo per malpensa col tempaccio che c'è a Milano: aggiornamento alle 19.30.

Aspettiamo un'altra manciata di minuti e finalmente arriva la notizia attesa: il capitano s'è sbloccato e decide di partire!

Saliti a bordo, nuovo aggiornamento: poichè la SEA (l'ente che gestisce gli aeroporti milanesi) ha deciso di far atterrare solo 5 aerei all'ora, potremo decollare solo fra 30 minuti, questo vuol dire altra attesa. Ma poi finalmente, si parte..

..e alle 23.10 si atterra a Milano, con più di 3 ore di ritardo ma senza essere stati costretti a dormire in albergo e, contemporaneamente, qui finisce la vacanza di Teo e Vale in Svezia!

Qualche commento a freddo sulla Svezia e le sue ricchezze (me l'avete chiesto in tanti e vi esaudirò: parleremo anche delle svedesi!), nei prossimi giorni!

Foto del giorno

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Teo e Vale alle prese con l’ennesimo castello

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Vale che è molto contenta per il bel parco giochi cittadino

Video del giorno

Verrà pubblicato appena mi sarò appropriato della videocamera che in questo momento è a casa della Vale :)

January 06

Stoccolma III: Uppsala, ovvero il miglior posto del mondo dove fare l’Erasmus!

Oggi era il giorno della gita fuori porta: la meta prescelta era la sede della più importante università svedese, Uppsala (quarta città svedese in ordine di grandezza, 60Km a nord da Stoccolma). Dopo la solita, maestosa continental breakfast, ci siamo diretti vero il cuore logistico di Stoccolma, luogo dove tutti i mezzi pubblici (tranne il nostro amato 2) si dirigono: T-Centralen, la stazione centrale. E da qui ci siamo lanciati nel paesaggio tutto bianco della campagna svedese fino a Uppsala. Il tempo ero coperto, con nuvole bianche che avrebbero potuto presagire qualcos’altro di bianco che sarebbe potuto scendere, ma di questo ne parliamo dopo.

La città di Uppsala è molto carina: giovani studenti (e studentesse..!) di ogni dove percorrono le affollate vie cittadine. A noi interessava vedere principalmente due cose: la maestosa cattedrale e soprattutto l’ennesima università internazionale, 88° nel ranking mondiale, e sede di numerosi progetti di Erasmus con tutta Europa. Moltissime piste ciclabili (ed un enorme parcheggio di bici in stazione) fanno pensare che, quando la temperatura non è così polare, la città sia a misura d’uomo e di giovine. La cattedrale è davvero maestosa (la più grande della Svezia) e guarda dritto in faccia la sede principale dell’Università (vedere foto). Ma, a sorpresa, ciò che ci ha colpito di più è stato il giardino botanico, costruito in memoria di Carlo Linneo (famoso biologo che, insieme a Darwin, ha contribuito alla teoria della selezione naturale): mille specie di alberi, immerso nella neve, tenuto molto bene nonostante l’inverno, silenzioso e deserto! Una bella passeggiata con la temperatura insolitamente mite (ovvero tipo -2°) ci ha permesso di scoprirlo tutto.

Infine, il ritorno a Stoccolma ci ha riservato una sorpresina (con un leggero ritardo rispetto a Milano): la neve! Fiocchi e fiocchettini (da fare invidia alla Vale che con i fiocchi ci fa i pacchetti) hanno avvolto la città e l’hanno nuovamente imbiancata. Contemporaneamente, nell’aeroporto Arlanda di Stoccolma, l’unico volo che subisce un ritardo siderale è proprio quello che arriva da Milano e che non ci fa ben sperare per domani (se non di rimanere a scrocco di Easyjet per un giorno in più a Stoccolma!). Vedremo.

La giornata è finita con una bella sauna finlandese nel seminterrato dell’hotel: in pochi minuti siamo passati dai -10° del primo giorno fino a oltre i 100° della sauna! Piacevole esperienza, come tutte quelle della giornata! E domani si saluta (forse?) Stoccolma!

Foto del giorno

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Vale & Teo davanti alla sede centrale dell’Università di Uppsala!

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Neve!

Video del giorno

the best of day III

  

January 05

Stoccolma II – Gamla Stan, parchi, trasporti pubblici

Siamo al secondo giorno di permanenza in Svezia e, come il programma annunciava, la giornata di oggi era dedicata alla visita del centro storico di Stoccolma e delle sue principali attrazioni naturali (leggasi: parchi cittadini).

Per caricare le batterie in attesa del freddo pungente, stamattina a nostra volta ci siamo caricati come botti della sontuosa colazione che – come in tutti i gli alberghi del nord Europa – è abbondante, generosa ed energetica. Quindi: uova, polpette (buone!), wusterini, salumi, formaggio, succo di frutta. Basta, perchè lo stomaco è fornito di volume limitato e si era raggiunto il limite.

Subito dopo, pronti-via verso lo sconosciuto freddo scandinavo, verso Gamla Stan – la città vecchia.

La visita ha toccato tutti i luoghi che ci eravamo prefissati: il castello di Re Giorgio qualcosa, il vicolo più stretto di Stoccolma (90 cm di larghezza, se avessi mangiato un paio di polpette in più non ci sarei passato), le varie cattedrali (tutte chiuse, fanno gli stessi turni dei parrucchieri), i ponti sui canali e sul Mar Baltico (nel secondo video potrete rimirare un esperimento di fisica: roccia contro acqua), le vie commerciali. Tutto molto bello anche se purtroppo il freddo un po’ penalizza la libertà di camminare in lungo ed in largo, ma è un’esperienza che bisogna vivere sulla propria pelle (arrossata).

Esaurita la visita, ci siamo diretti verso i due principali parchi cittadini (uno era “Parco del Re”, l’altro “parco di non so chè”): abbiamo scoperto che a Stoccolma bastano 3 cm di neve ghiacciata per vedere bambini sfrecciare come dei matti giù da un collina con dei bob che fanno impressione per quanto siano assettati ed i bambini assetati di velocità, grandi!

Infine, la tappa obbligatoria dell’Hard Rock Cafè non ha riservato molte sorprese se non il solito acquisto-souvenir della maglietta targata, questa volta, Stockholm.

La cena sarebbe dovuta essere, piano A, nel mercato gastronomico cittadino o, piano B, in un quartiere che a detta della guida pullulava di ristoranti; altrimenti, proprio male che andasse – ma male-male! – in un fast-food poco scandinavo, piano C, della stazione centrale. E’ andata male, ma proprio male-male (recupereremo domani)..

Infine, un’ode all’efficientissimo sistema di trasporti svedesi: più che una gentile concessione delle casse statali è una necessità per i cittadini che muovendosi a piedi rischierebbero l’assideramento. I mezzi sono estremamente puntuali, frequentissimi (i pullman sono frequenti come le metro e vanno 24 ore al giorno), capillari in tutta la città. Un ringraziamento speciale al nostro amico pullman 2, che ovunque andassimo lo trovavamo che ci passava di fianco (tranne quando dovevamo aspettarlo alla pensilina!).

Foto del giorno:

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uhhh che freddo che ha!

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Teo e Vale davanti all’Hard Rock Cafè.

Videos:

the best of Day I

 

the best of Day II

 

Stoccolma I – Aereo-TAV-Hotel

Avrei dovuto pubblicare il post ieri, ma per problemi a noi non imputabili (presa della corrente non funzionante), non siamo riusciti. Oggi, quindi, doppio post.

BuonFreddo a tutti! Qui è Stoccolma, Svezia, e di gradi ce ne sono –9.

Teo e Vale alla console, chiusi al calduccio in una stanza di un bel Best Western, 4 stelle con sauna, a raccontarvi queste prime ore (poche per la verità), trascorse in territorio svedese.

Anzitutto, il volo: per la prima volta (almeno per me, Teo) si vola in low cost (easyjet Malpensa-Stoccolma pagato meno della metà del corrispondente volo SAS) e devo dire che è stato assolutamente piacevole, economico, efficiente. Da rifare, per l’eternità!

Arrivati a Stoccolma si presenta la seguente situazione: buio pesto (il sole in Svezia in questi giorni tramonta alle 15.30), un sottile ma ghiacciato strato di neve sulle strade e il termometro che segna -7°. Nessun panico, siamo ancora al coperto in aeroporto (5 terminal, pulito, gente cordiale). E qui, la prima avventura piacevole: scorgiamo un’insegna a noi conosciuta. Illy. Come la Vale s’era già studiata, nell’aeroporto c’è un “Chiosco” di Illy che serve caffè italiano! Ne approfittiamo (vedere foto).

Tra le cose da segnalare, tra l’aeroporto e l’arrivo all’albergo, c’è ovviamente l’Arlanda Express che fa un baffo al povero Malpensa Express nostrano: alta velocità, alto comfort, schermi al plasma con news in inglese.

E poi, ma questo è meno positivo, la lunga coda per acquistare la tessera turistica per i mezzi della città.

E poi, viaggetto dalla stazione centrale (T-centralen) fino alla fermata del nostro albergo (Odenplan).

E poi, camminata nel freddo polare per trovare l’albergo (via sbagliata, tornare indietro, via giusta, eccolo).

E poi, stupore!, l’albergo è davvero fighissimo (nel prox post, foto): sauna prenotata per martedì sera.

Foto del giorno: Vale da Illy, davvero stupita (del flash)

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Nessun video perchè più tardi ne pubblicheremo due!

 

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